Trituratore a Ronco - Subito una mozione in Consiglio Comunale per dire No all'impianto.

Il gruppo consiliare La città in Comune-Sinistra per Cernusco aderisce al Coordinamento sovracomunale NO trituratore e partecipa alle iniziative per informare i cittadini sulle ragioni del no all'impianto in progetto a Cernusco sul Naviglio, in Località Fornace (Ronco).

Pur riconoscendo l'utilità di tali impianti quando correttamente localizzati, diciamo no perché il fabbisogno in regione è già coperto al 100% e, nel caso specifico, la localizzazione dell'impianto è completamente sbagliata, troppo vicino ad aree residenziali di Bussero, Cassina de’ Pecchi e Cernusco, avrà impatti negativi per il rumore, per l'emissione di polveri e per l' incremento del traffico locale.

Per tali ragioni, come già avvenuto a Cassina de’ Pecchi, chiediamo a tutte le forze politiche di Cernusco di sottoscrivere e approvare nella prossima seduta di Consiglio una mozione in cui si dice no all'impianto, in primo luogo a tutela della salute dei cittadini, impegnando Sindaco e Amministrazione comunale ad attivarsi nelle sedi istituzionali competenti per non consentire la realizzazione di tale impianto.

Questo il Testo della Nostra Mozione:

MOZIONE

(ai sensi dell’art. 63 del Regolamento del Consiglio comunale di Cernusco sul Naviglio)
PARERE CONTRARIO ALL’IMPIANTO DI TRITURAZIONE DI INERTI
IN LOCALITÀ FORNACE – CERNUSCO SUL NAVIGLIO

(PRATICA VIA-13-MI)

PREMESSO CHE
• in data 06/06/2018, protocollo n. 135459, la Società DEMID s.r.l., con
sede legale in Cernusco sul Naviglio, Via Vittorio Alfieri n. 4, presentava
a Città metropolitana di Milano istanza di verifica di assoggettabilità alla
procedura di valutazione di impatto ambientale - VIA riguardante il
progetto di nuovo impianto di recupero R13 e R5 di rifiuti non pericolosi
da ubicare in Cernusco sul Naviglio (MI), Località Fornace, mapp. 166,
foglio 25;
• con Decreto Dirigenziale n. 6153 del 03/09/2018, protocollo n. 201918,
la Città metropolitana di Milano disponeva che il progetto in esame
fosse da assoggettarsi alla procedura di VIA;
• in data 13/12/2018 la Proponente presentava istanza per il rilascio di
Provvedimento Autorizzatorio Unico ex art. 27 bis del D. Lgs 152/2006;
• con comunicazione prot. n. 9120 del 15/01/2019 veniva resa nota la
presentazione della citata istanza, con messa a disposizione sul portale
regionale SILVIA di tutta la documentazione tecnico/amministrativa
trasmessa da DEMID s.r.l. e contestuale richiesta agli Enti coinvolti di
verificare, per le rispettive competenze, completezza e adeguatezza
documentale;
• con comunicazione prot. n. 41087 del 19/02/2019 venivano richieste a
DEMID s.r.l. integrazioni finalizzate alla completezza documentale,
depositate dal Proponente con nota prot. n. 153415 del 28/06/2019 sul
portale regionale SILVIA e sul sito istituzionale di Città metropolitana di
Milano;
• con comunicazione prot. n. 156459 del 02/07/2019 si portava a
conoscenza della pubblicazione sul portale SILVIA delle integrazioni di
cui sopra trasmesse dal Proponente e l'Avviso al pubblico, dando luogo
pertanto alla comunicazione di cui agli artt. 7 e 8, commi III e IV della L.
241/1990;
• Il coordinamento sovracomunale “No trituratore” composto da cittadini
e forze politiche dei comuni di Cernusco sul Naviglio, Cassina de’
Pecchi e Bussero ha raccolto circa 3000 firme;
• in relazione a tutto quanto sopra, in data 16/09/2019 è stata indetta la
prima formale Conferenza di Servizi decisoria.
TENUTO CONTO CHE
• l’impianto sorgerebbe a non più di 200 metri rispetto a via Ugo La Malfa
- via Vittorio Veneto di Cassina de’ Pecchi, prettamente residenziali

(zona con totale assenza di attività industriali e forte presenza di
abitazioni, uffici ed attività commerciali);
• il Proponente sul punto riporta dati imprecisi, in particolare laddove
indica la classe zonizzazione dei citati complessi residenziali come
V (70dB) piuttosto che III (60dB) e quindi la sua valutazione in tema di
emissioni sonore è quantomeno lacunosa, se non errata, in relazione
alla reale situazione;
• il Proponente omette nei propri atti e documenti di indicare la presenza,
a non più di 350 metri dall’impianto, della Scuola Materna sita in via
Antonio Gramsci a Cassina de’ Pecchi. Risulta evidente che si tratta di
grave lacuna, in considerazione che le Scuole materne rappresentano
funzioni sensibili, così come da criteri di cui ai punti 14.6.7 “Tutela della
popolazione” della DGR 1990/2014, che impongono una distanza di
almeno 1.000 metri dall’impianto;
• la documentazione di parte Proponente appare gravemente lacunosa
poiché la Società DEMID S.r.l. si limita ad accennare per la propria
analisi al solo PLIS (Parco Locale ad Interesse Sovracomunale)
Molgora, non considerato dalla medesima rilevante in quanto
localizzato a circa 950 metri dall’area interessata per il posizionamento
dell’impianto. La medesima nulla accenna, invece, alla presenza di
altro PLIS di notevole rilievo, soprattutto ai fini della presente
procedura: il PLIS Martesana, posizionato a non più di 600 metri dal
richiesto impianto e che, come noto, rappresenta il primo tassello di
un’area protetta che si estenderà da Milano al fiume Adda, si tratta di
oltre 74 ettari distribuiti nel territorio dei Comuni di Bussero e Cassina
de’ Pecchi, che prendono nome dal Naviglio Martesana sul quale si
affacciano le aree conferite al parco, a testimonianza del forte tratto
distintivo ambientale, paesaggistico e culturale che il corso d’acqua
conferisce al territorio. Senza considerare che gli obiettivi del PLIS in
questione sono la promozione, lo studio, la conservazione e/o il
miglioramento della qualità ambientale, oltre che lo sviluppo sostenibile
di salvaguardia delle risorse naturali; valori, questi, in contrasto con
l’impianto che la Società Demid S.r.l. chiede di posizionare;
• il Proponente sorprendentemente, senza suffragare con dati certi,
presume che durante l’orario di funzionamento dell’impianto i soggetti
residenti siano tutti fuori casa per ragioni di lavoro e studio, non
considerando i numerosi minori in età non scolare ed anziani del
luogo, e la Scuola Materna di via Antonio Gramsci di Cassina de’
Pecchi, frequentata da personale dipendente e minori proprio
durante l’orario di funzionamento dell’impianto;
• l’impianto in questione riguarda la triturazione di inerti, a ciclo fisso,
dovrebbe trattare una media di circa 90.000 tonnellate annue per circa
200 giorni lavorativi, con un tetto massimo di circa 450 tonnellate al
giorno, creerebbe oltre a quanto soprascritto un notevole aggravio di
traffico sulla rete viabilistica locale;

• i potenziali danni per la salute dei residenti non sono da sottovalutare e
riguardano un’ampia gamma di disagi (inquinamento atmosferico e
acustico); l'impianto in questione non va a soddisfare alcun fabbisogno
territoriale reale, visto che, come evidenziato dai dati reperibili dal
PRGR (Piano Regionale Gestione Rifiuti) della Lombardia, il fabbisogno
teorico rispetto ai dati di produzione per i rifiuti non pericolosi è già
superato dagli impianti già esistenti e si attesta al 101%;
• l'impianto in questione è palesemente in contrasto con le disposizioni
delle Norme Tecniche di Attuazione del già citato PRGR, laddove
questa affermano che “il PRGR individua una rete impiantistica di
trattamento rifiuti speciali adeguata alla produzione interna delle
principali categorie di rifiuti speciali e quindi promuove il contenimento
della presenza di tali tipologie impiantistiche sul territorio, favorendo
prioritariamente il recupero di materia e il costante adeguamento
tecnologico degli impianti esistenti”.
Tutto ciò premesso

IL CONSIGLIO COMUNALE

ESPRIME
ferma contrarietà al progetto di nuovo impianto di triturazione di rifiuti inerti da
ubicare in Cernusco sul Naviglio, Località Fornace (mappale 166, foglio 25).
IMPEGNA IL SINDACO E LA GIUNTA COMUNALE
• ad attivarsi presso gli enti competenti, in primo luogo Città
metropolitana di Milano, al fine di non autorizzare la realizzazione
dell’impianto in oggetto nell’area prevista da progetto;
• a trasmettere la presente a Città metropolitana di Milano, Regione
Lombardia, Comune di Bussero, Comune di Cassina de’ Pecchi, Demid
srl e a tutti gli attori coinvolti nella vicenda;
• ad inoltrare alla Regione Lombardia l'invito ad “ampliare i criteri
localizzativi prescrittivi (escludenti) mediante l'aggiornamento
dell'Allegato A – Integrazione dei criteri localizzativi Piano di gestione
Rifiuti – della deliberazione n. XI/147 del 21.05.2018 di Regione
Lombardia, redatto in applicazione dell'art. 199 comma III, lettera H, del
D. Lgs 152/2006, includendo tra gli edifici sensibili: le scuole, i presidi
ospedalieri, RSA, centri educativi e sportivi, fissando una distanza
minima di 500 metri così come già previsto da altri Enti territoriali
italiani”, per la difesa del territorio e nel nostro caso specifico della
salvaguardia del suolo.

Rita Zecchini (capogruppo) - Monica Tamburrini (consigliera)

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