SE TRENT’ANNI VI SEMBRANO POCHI…

ECCO PERCHÉ ABBIAMO VOTATO CONTRO LA PROPOSTA DI PROJECT
FINANCING RELATIVA AL CENTRO SPORTIVO DI VIA BUONARROTI


Lunedì 4 febbraio è arrivata in Consiglio comunale la discussione sulla proposta di project financing
avanzata da Enjoy Company Srl per la riqualificazione e la gestione per 30 anni del centro sportivo
comunale di via Buonarroti. Una proposta ferma in giunta da quasi 600 giorni, per l’assenza di un
accordo tra le forze politiche di maggioranza, PD e Vivere Cernusco.
Dopo 7 proroghe del contratto di gestione del Centro sportivo e l’approvazione delle nuove linee di
indirizzo per l’affidamento del servizio di durata semestrale, dopo anni cui il mondo sportivo
cernuschese ha proseguito nelle sue attività nonostante situazioni oggettive di difficoltà, più che
evidenti ad esempio per una società come il rugby, l'Amministrazione comunale non ha saputo fare
di meglio che delegare a una società privata la ristrutturazione di una parte marginale delle strutture
e la gestione dell’intero centro sportivo per 30 anni.
Nel dettaglio la proposta avanzata da Enjoy Company Srl prevede la riqualificazione di due campi da
calcio, con passaggio dal manto erboso al sintetico, un nuovo bocciodromo, una struttura coperta
per attività acrobatiche, oltre a un blocco di spogliatoi e a una cucina. L’investimento stimato è di
2.000.000 euro (IVA Esclusa), totalmente a carico del proponente che tali strutture gestirà per trent’anni,
ricavandone il relativo profitto.
Inoltre, il proponente si accolla la gestione di quasi tutto il centro sportivo (escluso rugby e campi da
tennis), ricevendo dal Comune 325.000 euro all'anno (iva esclusa) per trent'anni, con possibilità di
aggiornamento del contributo all’indice ISTAT dei prezzi al consumo, a partire dal secondo anno.
Stando alle stime presentate dal proponente, il contributo arriverà pertanto nel 2049 a 420.000
euro. Sempre dal secondo anno sono poi possibili altri meccanismi di revisione, legati all’andamento
del piano finanziario. In estrema sintesi, il contributo comunale viaggerà tra gli 11 e i 13 milioni di
euro.
È del tutto evidente che siamo di fronte a una proposta iniqua e sbagliata, da più punti di vista,
soprattutto perché sbilanciata a favore del proponente. Sbilanciata perché per ogni euro investito dal
proponente, il comune verserà complessivamente allo stesso 4/5 euro. Sbilanciata perché a fronte di
un intervento di riqualificazione di alcune strutture, il comune (e con lui tutte le società sportive) non
avrà di fatto voce in capitolo sulla gestione del centro sportivo. Sbilanciata perché di fronte a una
proposta avanzata da una società commerciale, nessun dibattito e confronto pubblico è stato aperto
con la città, con le società sportive, con il consiglio comunale.
Durante la seduta abbiamo avanzato al Sindaco e a tutto il Consiglio una modesta proposta: dividere
la riqualificazione e la gestione delle nuove strutture, magari introducendo modifiche progettuali per
favorire la pratica delle attività sportive da parte delle persone con disabilità e l’efficientamento
energetico, dalla gestione dell’intero centro sportivo. Non mischiare le mele con le pere.
Il passo successivo avrebbe potuto essere la convocazione di quegli Stati generali dello sport
cernuschese, previsti dal nostro programma elettorale, ma anche da quello di PD e Vivere. Questo
per non lasciare che il comune e le società sportive venissero escluse dal ruolo di protagonisti nella
cura e gestione del centro sportivo. Perché è la loro casa. Una casa che tutti i cernuschesi, con le

loro risorse, hanno contribuito a rendere uno dei vanti della nostra città.
Invece è andata diversamente. Accompagnati dalla fastidiosa retorica per cui il Comune (e il
pubblico in generale) non è in grado di fare nulla, mentre il privato è forte, bello, coraggioso e
imbattibile, il PD ha approvato il progetto grazie all’aiuto determinante dei voti di parte
dell’opposizione, lasciando inascoltate le dure critiche dell’alleata Vivere Cernusco, i cui consiglieri
alla fine si sono fermati ad una sterile astensione. Tre i voti contrari: i nostri e quelli della consigliera
M5S.
Morale: le pere e le mele sono state mischiate. La macedonia tra maggioranza e opposizione è stata
fatta. Arrivederci al 2049? Prima però è consigliata la visione di Blade Runner 2049. Battute a parte,
seguiremo passo dopo passo l’iter di questo progetto, dal bando pubblico fino alla realizzazione di
ogni singolo intervento. Ma soprattutto verificheremo che vengano realizzati tutti gli interventi
davvero urgenti per lo sport cernuschese, dal rifacimento della tribuna dello stadio Scirea al nuovo
campo con spogliatoi per il rugby.

Il gruppo consiliare
La Città in Comune-Sinistra per Cernusco

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Intervento di Rita Zecchini nella seduta del 4 febbraio 2019
 
La proposta che arriva oggi in Consiglio, è stata illustrata in Commissione per la prima volta martedì 28 gennaio scorso, cioè esattamente 586 giorni dopo l’approvazione in giunta della prima proposta di project financing il 21 giugno 2017, a pochi giorni dal turno di ballottaggio delle elezioni comunali. 
 
Nel frattempo ci sono state 7 proroghe del contratto relativo al servizio di gestione del Centro sportivo di via Buonarroti, affidato all'Associazione Sportiva Dilettantistica (ASD) ENJOY SPORT nel marzo 2014 (NB: non ad ENJOY Company Srl). Un numero di proroghe ormai divenuto così eccessivo da obbligare la Giunta comunale ad approvare il 10 ottobre scorso le nuove linee di indirizzo per l’affidamento del servizio di gestione del centro sportivo. 
 
In questo lasso di tempo il mondo sportivo cernuschese ha proseguito nelle sue attività, spesso in situazioni di difficoltà oggettiva, come ad esempio il rugby. 
 
L'Amministrazione comunale ha avviato l’iter per la realizzazione della copertura parziale della tribuna dello stadio Scirea e ha ottenuto l’investitura di Cernusco come città europea dello sport 2020. Questo per contestualizzare. Come nelle mappe: NOI SIAMO QUI. 
 
Perché è qui ed ora che dobbiamo analizzare la proposta già approvata dalla giunta il 21 gennaio scorso, sebbene ci costringa a pensare al 2049. Si, perché nella proposta di project financing, non so se vi siete resi conto, si parla di affidare la gestione di (quasi) tutto il centro sportivo comunale di via Buonarroti ad una società (commerciale, non sportiva) per la bellezza di trent’anni. 
 
Vi siete mai chiesti dove eravate voi 30 anni fa? Era il 1989. C’erano ancora il muro di Berlino e l’Unione Sovietica. In Italia c’erano ancora DC, PSI e PCI. Nasceva la Lega Nord. Erano connessi ad Internet solo centomila computer nel mondo (per arrivare al www bisognerà aspettare ancora due anni). Nel 1989 il portiere in una partita di calcio poteva ancora prendere con le mani la palla ricevuta da un retropassaggio di un suo compagno di squadra. Nel 1989 alcuni dei presenti erano ancora bambini, altri minorenni. 
 
1989, 2019, 2049. Sembra fantascienza... un libro di Philip Dick... ci hanno già fatto anche un film: “Blade Runner 2049”. Uscito nel 2017, come la prima proposta di project financing.
 
Dunque, torniamo al punto di partenza e proviamo a fare una prima distinzione, per rendere più chiara l'esposizione e la nostra proposta. 
 
Da una parte c'è una proposta di riqualificazione di alcune strutture del centro sportivo, con costi di realizzazione e ricavi della gestione interamente in capo al proponente: due campi da calcio in sintetico, campi da calcetto coperti, un nuovo bocciodromo con annessa cucina e spogliatoi, più altre strutture. 
 
Dall’altra parte la gestione dell’intero centro sportivo (o quasi, visto che sono esclusi tre campi da tennis e il rugby, ad eccezione del taglio dell’erba) per 30 anni, da parte sempre del proponente. 
A proposito nel confrontare la due delibere, quella di giunta e quella consiliare si nota che il punto 8 della prima non è più presente nella delibera consiliare
 
Il proponente investe 2.000.000 di euro per le nuove strutture, che gestirà, ricavandone il relativo profitto. 
 
Per la gestione dell’intero centro sportivo il comune riconoscerà al proponente 325.000 euro all'anno per trent'anni, con possibilità di revisione del contributo ogni 5 anni, a partire al secondo anno (sia in aumento che in diminuzione, nonostante nel Piano Economico Finanziario si preveda solo la prima).  
 
È del tutto evidente che siamo di fronte a un rapporto sbilanciato a favore del proponente, in questo caso di Enjoy Company, che conosciamo e apprezziamo, ma non è questo il punto. In questo caso il compito del consiglio non è quello di valutare il buon operato di un soggetto privato, ma valutare qual è l’interesse pubblico in campo e quali scelte operare per gestire al meglio spazi e risorse per lo sport per tutta la città.
 
Sbilanciato perché per ogni euro investito dal proponente, il comune verserà complessivamente al proponente 4 euro e mezzo (2,4 milioni a fronte di 11 milioni). 
 
Sbilanciato perché a fronte di un intervento di riqualificazione di alcune strutture, il comune (e con lui tutte le società sportive) non avrà di fatto voce in capitolo sulla gestione del centro sportivo. 
 
Sbilanciato perché di fronte a una proposta avanzata da una società commerciale, nessun dibattito e confronto pubblico è stato aperto con la città, con le società sportive, con il consiglio comunale.
 
Noi pensiamo che quella parte di proposta che riguarda la riqualificazione delle strutture abbia aspetti interessanti, anche se con qualche limite, in particolare per quanto riguarda la pratica delle attività sportive da parte delle persone con disabilità. 
 
Un movimento, quello Paralimpico, che sta avendo il più alto tasso di crescita nel mondo dello sport sia in termini di numero di partecipanti che di discipline sportive e che per la pratica richiede gli opportuni adattamenti delle strutture.
 
Ci sarebbe piaciuto che fosse previsto un piano di efficientamento energetico del Centro Sportivo in grado di ridurre emissioni, costi e consumi (Ad esempio con un impianto di cogenerazione a Metano e impianti fotovoltaici su tetti e tribune).
 
Ci sarebbe piaciuto che in fase di convenzione venissero inserite delle clausole a favore dei residenti e delle categorie più deboli per poter accedere a tariffe convenzionate(Sport per Tutti!). Non come accade oggi per il centro natatorio che a causa delle sue tariffe elevate costringe molti cittadini a migrare nei paesi limitrofi. 
 
La parte relativa alla riqualificazione, con le debite correzioni, potrebbe avere vita propria, come è già avvenuto ad esempio per il centro natatorio. Infatti se guardiamo i numeri, in particolare il piano economico finanziario, il progetto di riqualificazione è in tutto e per tutto sostenibile anche senza le entrate derivanti dalla gestione dell’intero centro sportivo.
 
Pensiamo invece che sia un errore aver unito questi interventi alla gestione dell’intero centro sportivo, per di più per trent'anni:
- perché non vengono coinvolte le società sportive nella gestione
- perché non c'è una regolamentazione dell’utilizzo degli spazi (nello schema di contratto di concessione, al punto 20.3, lett. a) si parla di un “regolamento d’uso”, ma non si capisce chi dovrà predisporlo, quando e con quali contenuti)   
- parti importanti del centro sportivo sono escluse dalla gestione unitaria 
- non vengono considerati i futuri sviluppi del centro sportivo già annunciati  
 
Un dibattito trasparente e aperto a tutti i soggetti citati sopra magari avrebbe valutato altre possibilità… Questa proposta e anche l’impostazione data nella discussione parte dal presupposto che la gestione pubblica sia deficitaria rispetto a quella privata sempre e comunque. Vorrei ricordare esempi che ci dicono esattamente il contrario: ponte di Genova, clinica S. Rita... Io penso, ad esempio, che occorra ripensare il ruolo del pubblico nella gestione dei servizi. Non possiamo rassegnarci all’idea che le istituzioni più vicine ai cittadini rinuncino ad amministrare beni che la collettività ha costruito e che a quelle ha affidato. Noi non possiamo arrenderci a considerare i servizi pubblici locali materia esclusiva per gli specialisti del profitto…
 
Sulla durata ci siamo già dilungati in premessa. È del tutto evidente che 30 anni siano una durata ingiustificabile. Il contratto del 2014 più volte prorogato aveva una durata triennale, mentre le linee di indirizzo approvate in ottobre fissano in sei mesi la durata dell’appalto (da notare la somma stimata in 138.500 euro, quindi meno della metà dei 325.000 euro/anno previsti dal project financing…).     
 
Insomma, siamo ancora in tempo per rimediare. Arrivati a questo punto, vi proponiamo una riflessione e una proposta, rimandando al termine del dibattito la nostra dichiarazione di voto. 
 
È del tutto evidente che le opere qui proposte siano ormai in ritardo per arrivare pronte all’appuntamento con Cernusco 2020: non facciamoci quindi prendere dall’ansia tipica dei grandi eventi, che giustificano qualsiasi scelta, per poi lasciare ai posteri pesanti eredità.
 
Per questo proponiamo al Sindaco, alla Giunta, all’intero Consiglio di non approvare oggi questa delibera e di dividere la riqualificazione e la gestione di alcune strutture dalla gestione dell’intero centro sportivo. 
 
Convochiamo subito gli stati generali dello sport cernuschese, come abbiamo proposto sia noi nel nostro programma sia voi nel vostro, nelle linee programmatiche di mandato e nel DUP. 
 
Non lasciamo che il comune e le società sportive vengano escluse dal ruolo di protagonisti nella cura e gestione del centro sportivo. È la loro casa. Una casa che tutti i cernuschesi, con le loro risorse, hanno contribuito a rendere uno dei vanti della nostra città.
 
Rita Zecchini
Capogruppo La Città in Comune – Sinistra per Cernusco

Intervento di Monica Tamburrini nella seduta del 4 febbraio 2019

Se lo sport in una comunità è in primis un progetto educativo che mette in
relazione, per un obiettivo comune, mondo sportivo, istituzioni e privato
sociale, come la mettiamo?
lo sport è visto al centro di una ‘rete di comunità’ in cui è chiamato a
giocare un ruolo importantissimo. 
Deve cioè valorizzare le sue esperienze di solidarietà,, aprendosi a nuove
dimensioni educative, culturali e relazionali, a beneficio delle attuali esigenze
sociali. 
Le politiche sportive dovrebbero ispirarsi anche alla valorizzazione dello Sport
come strumento di educazione e formazione personale e sociale in
collaborazione con gli Enti e le associazioni sportive, quale forma eminente di
autogoverno del territorio, attraverso cui dare attuazione al principio di
sussidiarietà, costituzionalmente e legislativamente sancito;
Non serve concentrarsi sulla difesa delle singole società, ma sul senso della
comunità, perché lo sport è luogo e veicolo di integrazione, educazione e
superamento dei conflitti.
In momenti come questo si pongono avanti a noi due strade: o ognuno lavora
per sé, o si uniscono le forze in un lavoro comune che moltiplica le energie. Ia
‘amministrazione comunale deve farsi garante anche di un impegno etico e
stimolare le associazioni a svolgere con maggiore coerenza il ruolo di
comunità educante, aiutandole ad esprimere il valore aggiunto della
responsabilità sociale dello Sport. Il Comune non è semplice partner,
altrimenti sarebbe un partner assente, amministrazione comunale ha l’obbligo
e la responsabilità di scelte che siano garanti della comunità e dell’interesse
pubblico.
La Carta Olimpica ci ricorda che lo sport è un diritto di tutti, ogni
discriminazione rispetto la nazionalità, la razza, la religione, l’orientamento
politico o qualsiasi altra forma di esclusione è incompatibile con una pratica
sportiva responsabile.
E Mai come oggi lo sport si deve riconoscere nei valori di un’Etica solidale e
socialmente compatibile, un’Etica gestionale e responsabile.
lo sport strumento insostituibile nella formazione dei più giovani,
confermandosi importante patrimonio per la crescita sociale e culturale di
tutta la comunità. Non possiamo prescindere da un dialogo e un confronto
con chi, ogni giorno, ha cura ed educa nello sport i nostri bambini e i nostri
giovani e i meno giovani. Quindi tutto l’associazionismo presente sul territorio
di Cernusco.
Ancora una volta, ci sono incongruenze nelle scelte di questa
amministrazione comunale, un’incapacità a leggere il tempo presente,
figuriamoci il futuro. Vorrei ricordare che la candidatura di Cernusco 2020 ci
devi ancora di più far porre l’attenzione sui contenuti e sugli obiettivi descritti
nel Libro Bianco sullo sport della commissione europea, presentato al
Consiglio, al Parlamento europeo, al Comitato delle regioni e al Comitato

economico e sociale europeo l’11 luglio 2007, costituisce il principale
contributo della Commissione sul tema dello sport e sul ruolo dello sport per
tutti i cittadini europei.
Il documento tratta dell'impatto dello sport sull’insieme delle politiche
europee, identifica le esigenze e le specificità proprie del mondo dello sport e
apre prospettive future per lo sport su scala europea nel rispetto del principio
di sussidiarietà, dell’autonomia delle organizzazioni sportive e del diritto
comunitario.

In questo project financing, così fatto con questo arco temporale di 30 anni,
chi vincerà farà business, venderà tempo, che oggi è in assoluto il bene più
prezioso perchè raro.Tra le migliorie ci sono strutture come lo spazio cottura,
che permetteranno di aumentare le ore di permanenza al centro dei bambini,
dei giovani, degli anziani. Ci sono servizi pensati per aumentare il tempo di
permanenza dei clienti al centro sportivo, c’è una logica di
commercializzazione. Non è in questo progetto lo sport il motore propulsivo,
ma l’obiettivo è aumentare gli iscritti che consumeranno un bene in termini di
denaro. Una amministrazione deve governare e guidare il progetto educativo
che c’è nello sport. 30 poi, alla velocità di questo tempo che viviamo è una
follia, è antistorico, verso il futuro.
Un augurio per questa politica affannata e miope, che possa guidare il loro
operato e quello di tutti noi:
“Siate il meglio!
Se non potete essere
un picco della vetta del monte,
siate un cespuglio della valle,
ma siate il miglior cespuglio
sulla sponda del ruscello.
Siate un cespuglio,
se non potete essere un albero.
Se non potete essere una via maestra, siate un sentiero.
Se non potete essere il sole,
siate una stella;
non con la mole vincete o fallite.
Siate il meglio di qualunque cosa siate. Cercate ardentemente di scoprire
a che cosa siete chiamati,
e poi mettetevi a farlo appassionatamente.”Martin Luther King

Monica Tamburrini
Consigliera Comunale La Città in Comune – Sinistra per Cernusco

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