Nella seduta del Consiglio Comunale del 29 ottobre è stato discusso e votato il Piano integrato per il Diritto allo Studio e all’educazione per l’anno scolastico 2018/19.
Il Piano è stato approvato con 17 voti favorevoli e 6 contrari.
Il gruppo consiliare La Città in Comune -Sinistra per Cernusco dopo aver attentamente analizzato il documento, ha espresso il suo voto contrario ritenendo importante evidenziare i seguenti punti.
In primo luogo non possiamo fare a meno di notare la continuità di alcuni progetti e linee strategiche già realizzati e predisposti dalla precedente amministrazione. Ci riferiamo ad esempio al Consiglio comunale delle ragazze e dei ragazzi, ai progetti per contrastare la violenza di genere, alla dotazione di una strumentazione informatica adatta alle necessità della scuola, alle azioni di supporto e sostegno alla funzione genitoriale, alla realizzazione del nuovo nido comunale e al completamento della scuola d’infanzia, con l’aggiunta di tre sezioni all’interno del polo di largo Martini. Si tratta di scelte operate e condivise nel recente passato, che continuiamo a giudicare positive, ma che, ci teniamo a precisare, non possono essere annoverate tra le novità del Piano 2018/19.
Manutenzione delle strutture. Non si capisce qual è il piano di ristrutturazione del plesso di Via Manzoni. In particolare non è chiaro se siano previsti solo alcuni lavori e quale sarà la destinazione dei locali rimasti vuoti dopo il trasferimento di parte delle classi nel nuovo polo.
Politiche educative 0-6. Il Sistema integrato dei servizi di educazione e istruzione dalla nascita sino ai 6 anni, in attuazione del D.LGS. 65/2017 intendeva garantire continuità tra il segmento 0-3 e 3-6 anche con la costituzione di Poli per l’Infanzia per offrire esperienze progettate nel quadro di uno stesso percorso educativo, in considerazione dell’età. All’interno del Piano 2018/19 non risultano percorsi di continuità tra le due realtà. Da un lato si offre un intervento formativo sull’approfondimento del ruolo dell’educatore all’interno del contesto nido. Dall’altro un laboratorio sulle favole. Due percorsi che non si parlano e non mettono in condivisione il percorso educativo del bambino 0-6. Infine, non c’è traccia del rafforzamento del coinvolgimento e della partecipazione delle famiglie, anche attraverso organismi di rappresentanza.
Progetti di educazione alla cultura. “Alla scoperta della biblioteca” è un progetto identico allo scorso anno, superato per i bambini di oggi. Abbiamo già avuto modo di evidenziare l'esigenza di “svecchiarlo”. I bambini fruiscono dei libri in famiglia, appena nati, al nido, alla scuola dell’infanzia, molte famiglie frequentano la biblioteca. Allora è necessario attivare spazi e attività laboratori alternativi, diversi tipo MammaLingua, Club dei lego, utilizzo dei Kapla, cacce al tesoro, insomma sollecitare la creatività dei bambini attraverso la lettura e la scoperta. Infine, non c’è traccia del rafforzamento del coinvolgimento e della partecipazione delle famiglie, anche attraverso organismi di rappresentanza.
Servizi scolastici. D’accordo sull’estensione di alcuni servizi (doposcuola esteso a tutti i plessi, una settimana in più dei centri estivi) ma altri servizi come il Piedibus sono in forte diminuzione e non c’è traccia di cosa si intenda fare .
Nuove sezioni scuola d'infanzia. Questa amministrazione, nonostante la disponibilità di spazi nella scuola pubblica, realizzati anche dal grande investimento sul nuovo polo, non considera minimamente la possibilità di variare le condizioni per utilizzare al meglio le strutture pubbliche. In altri termini non viene evidenziata alcuna volontà politica di creare nuove sezioni negli spazi pubblici anche considerando la possibilità di creare sezioni comunali contestualmente ad una battaglia politica per ottenere insegnanti statali. In questo contesto, appare controversa la conferma della convenzione con la scuola d’infanzia paritaria Suor Sorre. In sede di discussione del Documento unico di programmazione 2019/21, abbiamo già avuto modo di evidenziare una parziale correzione di indirizzo dell'amministrazione verso una maggiore attenzione agli effetti dell'apertura del nuovo polo sul possibile proseguimento della convenzione. Purtroppo non riusciamo ancora a capire se i 220 mila euro attualmente previsti per la convenzione annuale, per l'attuale amministrazione siano davvero connessi alla disponibilità di spazi nella scuola pubblica statale o rappresentino invece un contributo sine die.
Contributi per il miglioramento e l’ampliamento dell’offerta formativa. Si parla di progettazione interistituzionale condivisa (impostazione già definita e realizzata dalle precedenti amministrazioni, basta confrontare il Piano 2016/17 con quest’ultimo), ma nella sostanza una parte considerevole delle risorse viene destinata a progetti indicati dalle scuole (importanti, interessanti..), venendo però a mancare una titolarità e un ruolo dell’assessorato, indispensabile per promuovere e sostenere un progetto educativo globale finalizzato alla crescita e allo sviluppo dell’intera comunità, nell’ottica di una scuola nuova, aperta al territorio e alla comunità locale.
Inoltre, rispetto all’anno scolastico 2016/17 sono notevolmente diminuiti i progetti delle associazioni a favore delle scuole. Cosa ha fatto l’amministrazione per mantenere e sviluppare un dialogo costruttivo e interattivo fra le molteplici realtà locali e la scuola?
Abbiamo notato che si sottolinea un aumento di risorse per i progetti, pari a circa 30 mila euro rispetto all’anno scorso. Entrando però nel dettaglio si evince che la metà dell’aumento è dovuto ad un progetto (buono) di Regione Lombardia e l'altra metà all'aumento dei fondi per l'educazione stradale, per un progetto forse più adatto alle superiori che alle medie.
Infine manca secondo noi un progetto di carattere scientifico come La Città della Scienza che promuova tra i bambini e gli adolescenti una cultura scientifica e tecnologica legata al mondo delle STEAM. Perchè non iniziare a creare un Science Centre proprio in Biblioteca?
Interventi per l’inclusione e il benessere scolastico. Le risorse sono aumentate a fronte di 28 nuove certificazioni di disabilità, ma l’intervento così come impostato, rischia di essere relegato ad un mero calcolo contabile: numero di alunni disabili e numero di ore attribuite, col rischio di una distribuzione a pioggia. È sparito in questo Piano tutto il percorso che aveva coinvolto docenti, referenti sulla disabilità, personale educativo, uffici comunali e che aveva portato alla sottoscrizione di un Protocollo operativo con l’obiettivo di fornire strumenti di analisi, monitoraggio e valutazione degli interventi, individuando forme plurime di intervento per l’inclusione scolastica, compresi i progetti di classe che, al di là di una certificazione, evidenziano criticità e complessità che hanno necessità di interventi specifici e plurimi. In particolare, i progetti specifici (di casi non certificati, ma che necessitano di un intervento), rispetto all’anno 2016/17, si sono dimezzati.
Una considerazione sullo sportello dedicato ai disturbi specifici dell’apprendimento. La Legge 8 ottobre 2010, n. 170 riconosce la dislessia, la disgrafia, la disortografia e la discalculia quali disturbi specifici di apprendimento, denominati "DSA". Il diritto allo studio degli alunni con DSA è garantito mediante molteplici iniziative promosse dal MIUR e attraverso la realizzazione di percorsi individualizzati nell'ambito scolastico. Le scuole hanno intrapreso un piano di formazione. Inoltre la scuole devono adottare misure educative e didattiche di supporto. Nel presente Piano non si fa riferimento alla connessione tra ciò che le scuole fanno già per legge e l’attività dello sportello.
Infine una considerazione sul dato economico di sintesi: a fronte di un aumento delle entrate derivanti da servizi a pagamento per le famiglie (+29%), diminuiscono le uscite per il piano (-6,4%). La domanda sorge spontanea: come vengono impiegate le maggiori risorse richieste alle famiglie?
In conclusione. Avremmo preso in considerazione il voto favorevole a un Piano condiviso dagli attori istituzionali, un piano fatto dal Comune con le scuole e per la Scuola. Ma qui non vediamo né una regia né un disegno, una cornice di senso, ma solo interventi scollegati e un malcelato tentativo di presentare ad ogni costo delle innovazioni o dei miglioramenti rispetto alla sua situazione precedente, anche quando non ci sono. Significativo in questo senso è il fatto che alcune tabelle di confronto dei dati siano fatte solo con l'anno passato, mentre altre con i due anni precedenti.