Dichiarazione di Rita Zecchini e Monica Tamburrini del Gruppo consiliare La Città in Comune - Sinistra per Cernusco:
“Mercoledì 25 ottobre 2017: una data da segnare sul calendario. Nel prossimo futuro in quel giorno si celebrerà una ricorrenza tutta cernuschese: la nascita di una nuova maggioranza politica in consiglio comunale.
Era nell'aria, anche nei bar già se ne parlava, ma ora è diventata una realtà. Due gli atti fondativi: l’elezione alla Vicepresidenza del Consiglio di Daniele Cassamagnaghi (Forza Italia), con i voti di PD e di Vivere Cernusco, oltre che di Gianluigi Frigerio, e la fuga dall’aula di un pezzo di (ex) opposizione al momento del voto sulle linee programmatiche di mandato del Sindaco Zacchetti.
Sul primo episodio c'è poco da dire: un ruolo che per prassi spetta all'opposizione è stato occupato con un accordo da “grande coalizione”, senza passare da qualsiasi discussione tra le opposizioni. Così Cassamagnaghi, proprio lui, sempre lui, gran conquistatore di scranni, l'ex sindaco già eletto presidente della Commissione Affari Istituzionali, ora è anche vicepresidente del consiglio. En plein, congratulazioni!
Il secondo fatto merita invece una riflessione aggiuntiva. Non si tratta infatti di una cosa da poco, perché simile alla più celebre fiducia al governo che si vota in parlamento prima di insediare un nuovo esecutivo. Un passaggio fondamentale che porta con sé conseguenze sul piano giuridico e non solo politico. Lo statuto comunale all'articolo 7 fissa infatti dei criteri oggettivi per determinare la “minoranza”: il voto contrario alle linee programmatiche e il non voto favorevole al bilancio preventivo. Si devono verificare entrambe le condizioni per qualificare i consiglieri comunali come “minoranza”. Non è una questione di poco conto, perché dalla qualifica di minoranza discendono diritti, tutele e garanzie. Come ad esempio la nomina di rappresentanti negli organismi di partecipazione (consulte cittadine e forum parco delle Cave) ed eventualmente nelle società partecipate, oltre ad altri incarichi di garanzia e controllo come appunto la presidenza della Commissione Affari Istituzionali o la Vicepresidenza del Consiglio comunale.
Il mancato voto contrario sulle linee programmatiche dei consiglieri Cassamagnaghi (Forza Italia) e Frigerio (Gianluigi Frigerio per una Cernusco Viva), ma anche di Cernusco Civica e Movimento 5 Stelle, che hanno scelto di uscire dall'aula al momento del voto, ha con tutta evidenza determinato una situazione nuova in Consiglio comunale. Per questo chiederemo un incontro a Sindaco, Presidente del Consiglio e Segretario comunale, prima di tutto perché venga garantito il rispetto dello statuto e per valutare l'opportunità di procedere alla revoca degli atti eventualmente in contrasto con l'articolo 7. Certo, tutto sarebbe più semplice e politicamente trasparente se, ad esempio, chi è stato nominato in un organismo di partecipazione in quota “minoranza” si dimettesse da solo... Ma sentiamo già volare nell'aria le scuse più assurde per non farlo. In ogni caso non escluderemo nessuna azione per garantire il rispetto dei diritti di chi vuole fare un'opposizione seria, corretta, sui contenuti, non un'opposizione “gialla” o di comodo, appendice o costola, ognuno scelga la parte del corpo che preferisce, della maggioranza PD-Vivere Cernusco.
Per la cronaca: sulle linee di mandato il nostro gruppo si è espresso in modo contrario, non “a prescindere”, ma argomentando punto per punto la decisione”.
