Consiglio Comunale del 22 Novembre 2017

Ieri in Consiglio Comunale è stato illustrato e discusso il Piano per il diritto allo studio per l'anno 2017/2018. Vogliamo riportare qui gli interventi delle nostre due consigliere.

Intervento di Monica Tamburrini

Dalla lettura e analisi del Piano per il diritto allo studio emerge un quadro in linea con lo scorso anno, ma indietro rispetto alla possibilità di cogliere i segni dei tempi e promuovere elaborazioni innovative per incidere sulle politiche e sulla cultura della primissima infanzia.
E’ un momento strategico della storia dei diritti dei bambini e della vita dei servizi educativi e delle scuole dell’infanzia, in quanto con la legge 107/2015 si sanciscono finalmente i livelli essenziali e si definisce l’unitarietà del percorso curricolare 0/6, la cui portata innovativa sembra non essere stata colta dall’Ente comunale.
A pagina 12 si parla di iniziative troppo generiche per un tavolo interistituzionale, e non viene spiegato come e quale idea progettuale e strategica ci sia dietro a supportare il tavolo di lavoro.
Ricerche, studi convegni organizzati anche dalla Bicocca con esperti internazionali dimostrano che una buona educazione nei primi anni di vita, nella cosiddetta pre-school, è di grandissimo impatto per il futuro dei ragazzi. Secondo i dati di una ricerca presentati dalla professoressa Kathy Sylva dell’Università di Oxford i ragazzini inglesi, a 11 anni, sono migliori dei propri coetanei in matematica e in inglese, riescono ad avere un comportamento scolastico più controllato, meno iperattivo e più socievole e nell’arco della vita guadagnano in media il 4,3% in più ( non è certo un dato legato alle prestazioni cognitive, bensì su quelle sociali, relazioni, lavoro di team, soft skills).
I Poli per l’Infanzia rappresentano una straordinaria occasione per dare voce e spazio alla primissima infanzia, da un lato promovendo l’inserimento dei servizi educativi nell’ambito del sistema dell’istruzione e favorendone l’integrazione con la scuola dell’infanzia in un progressivo consolidamento e ampliamento dei servizi educativi sul territorio, dall’altro di dare voce al diritto di partecipazione dei bambini (art. 12 della Convenzione sui diritti dell’Infanzia - 20 novembre 1989).

Senza rete non si va da nessuna parte. La riforma costituzionale ridisegna nuovi sistemi di governance e in questa prospettiva l’Ente Locale assume una rinnovata centralità e responsabilità verso il sistema integrato 0/6.
Se si ha coraggio, lungimiranza e competenza per assumere il paradigma dei diritti e della complessità come guida del lavoro e del confronto, allora si accetteranno le sfide sul futuro e si daranno ai bambini cernuschesi straordinarie possibilità ed occasioni di crescita e di apprendimento. L’attenzione che una città amica dei bambini presta loro non è legata solo alle emergenze, al disagio e ai problemi, ma è quotidiana, permanente, in tutte le cose, grandi e piccole, che riguardano direttamente e indirettamente bambini e ragazzi.
Un’istituzione che si fa prossima ai piccoli si propone alle scuole con un piano di diritto allo studio che faccia partire il diritto alla partecipazione anche ai piccolissimi.

- Proporre un’educazione alla cittadinanza e alla legalità anche alla scuola dell’infanzia, raccontando ai bambini quanto la città fa per loro e quello che loro vorrebbero ci fosse in città;
- un’educazione all’affettività anche alla scuola dell’infanzia. La prevenzione del cyberbullismo è prima di tutto “offline”: educhiamo fin da piccoli all’empatia.
L’educazione emotiva è un fattore di protezione fondamentale e promozione del benessere nella relazione con se stesso e con l’altro. I bambini vanno educati anche a fidarsi della propria “pancia”.
- un’educazione alla cultura anche alla scuola dell’infanzia. Un progetto alla biblioteca rivisto nelle sue forme. Oggi i bambini cernuschesi frequentano la biblioteca, ne conoscono gli spazi, la abitano. Allora bisogna innalzare il livello delle visite guidate proponendo percorsi su Albi illustrati, emozioni, co-costruzioni di storie in linea con il tanto che nella scuola si fa.
- Sostegno alla genitorialità anche per le scuole dell’infanzia e primarie, non solo secondarie di primo gradio.
- Un diritto al gioco per i bambini 0/6 con la cura. La manutenzione e l’implementazione degli spazi ludici nelle scuole e nei parchi, importanti ed ineludibilili luoghi di aggregazione, confronto, crescita ed inclusione.

Il Piano degli interventi di attuazione del diritto allo studio è il documento fondamentale della pianificazione dei servizi, dei progetti, delle attività e delle risorse destinate alle scuole del territorio.

Qui l'intervento di Rita Zecchini

La discussione, il confronto e il contributo che avremo qui stasera nel contesto del consiglio comunale sulle tematiche legate all’educazione e all’istruzione sarà certamente utile per sottolineare quanto sia strategico e fondamentale per un Paese investire su cultura e istruzione come potenti strumenti di crescita per tutta la comunità.

La scuola è un sistema complesso.
E’ avendo ben chiaro questa consapevolezza che bisogna approcciarsi alle molteplici variabilità dei processi di apprendimento e dei percorsi di formazione.
Si intrecciano aspetti educativi, risorse umane, competenze professionali set ambientali, sistemi di relazioni interne ed esterne, estrazioni culturali e sociali diverse, problematiche istituzionali, bisogni educativi speciali….
E solo così è possibile una visione ampia che consenta di progettare strutture educative, che siano altrettanti elementi portanti di percorsi pedagogici, educativi, culturali tesi alla realizzazione dell’esercizio del diritto di cittadinanza, supporti decisivi per fornire uguaglianza delle opportunità per persone diverse per classe sociale e provenienza culturale.
Se la scuola, per dirla con Don milani, non forma la coscienza del cittadino sovrano in modo da far assumere la responsabilità delle scelte per la propria vita e per lo sviluppo dell’intera società, finisce per smarrire il senso della propria missione.
La scuola ha il compito di fornire contenuti e strumenti conoscitivi di base essenziali per la formazione umana, per lo sviluppo di una retta coscienza aperta alle dimensioni del bene, del bello, del giusto.

Certo, per garantire un sistema di qualità occorrono notevoli risorse necessarie ad innalzare l’offerta formativa , progetti innovativi , promuovere e consolidare la pedagogia dell’accoglienza e dell’inclusione, sviluppare il benessere nella scuola e prevenire forme di disagio e dispersione scolastica. Oltre chiaramente alla cura, alla manutenzione e al rinnovamento costante di tutti gli edifici scolastici affinchè le scuole siano sempre più spazi adeguati, accoglienti e funzionali ( ad esempio l’Indire, che si occupa di ricerca nel campo dell’educazione, ha fatto studi su questo campo.. sull’importanza cioè dell’ambiente per il benessere e la qualità dell’apprendimento, sull’importanza dello spazio nell’aumentare l’accesso e l’equità nell’educazione oltre che promuovere l’adozione di competenze fondamentali).

Ed è qui che si inserisce il ruolo fondamentale dell’ente locale che entra a pieno titolo nel sistema complesso dell’istruzione quale interlocutore nell’attuazione del diritto allo studio.
Per questo pensiamo che il Piano per il diritto allo studio debba essere un documento che aspiri a rappresentare la scuola come sistema complesso in tutte le sue articolazioni.

Sembra evidente che il piano presentato da questa amministrazione riproduca quasi integralmente quello dell’anno precedente.
Del resto è chiaro che in questo, ancor più che negli altri settori, non si può improvvisare….

Ed è per questo che non entro nel merito di progetti o servizi qui illustrati già consolidati o impostati negli anni passati.
Ma ci sono alcuni punti sui quali , invece , ritengo necessario soffermarsi.

Un elemento che salta all’occhio è l’aumento delle risorse destinate agli alunni disabili. Per cui ho cercato di analizzare questo dato in modo articolato. Innanzi tutto i numeri :

- l’anno precedente n. alunni 79 , quest’anno 100
- progetti di classe anno precedente 13 ( 282 alunni), quest’anno 5 ( 130 alunni).

Mi voglio soffermare su questo tema dei progetti di classe.
Il Miur nel 2012 ha emanato una direttiva ministeriale sui bisogni educativi speciali in cui si stabiliva che l’area dello svantaggio scolastico è molto più ampia di quella riferibile esplicitamente alla presenza di deficit. In ogni classe ci sono alunni che presentano una richiesta di speciale attenzione per una varietà di ragioni: svantaggio sociale e culturale, disturbi specifici di apprendimento, disturbo evolutivo specifico, la non conoscenza della lingua italiana ; quindi esistono situazioni Bes anche al di fuori delle cornici diagnostiche,
per questo penso che il tema dell’assistenza educativa debba essere considerata ad ampio raggio. Ed è stato molto efficace il Protocollo operativo sottoscritto dalle scuole e dall’amministrazione comunale che ha visto operare in modo congiunto insegnanti e tecnici del Comune su linee guida e d’intervento condivise , considerando la problematica dell’inclusione nella sua complessità , cercando strategie e azioni efficaci e non semplici calcoli ragionieristici di attribuzioni di ore magari suddivise a pioggia. Si è cercato cioè di dare un senso agli interventi educativi tenendo conto , ad esempio , delle diverse figure che ruotano intorno ad un bambino ( classi con più insegnanti di sostegno , educatori,ecc)
Ma a cosa è dovuto l'incremento?
Immagino a nuove certificazioni , aggravamenti ( rivalutazioni da parte degli specialisti), nuove richieste delle scuole.
Inoltre, l’altro dato che incrementa le risorse per gli studenti disabili (in questo caso gli studenti delle scuole superiori) sono i finanziamenti della Regione Lombardia cui sono state finalmente attribuite le competenze, finora in capo alla Città metropolitana. La Regione ha sostanzialmente raddoppiato la cifra ( anche a causa dei numerosi ricorsi soprattutto dei casi di studenti con disabilità sensoriale..) e possiamo vedere questo dato confrontando i dati di quest’anno con quelli dell’anno scorso ( a parità di numero è raddoppiato il finanziamento).

L'intervento del gruppo consiliare La Città in Comune- Sinistra per Cernusco non si è limitato ad entrare nel merito di ogni specifico punto trattato nel Piano per il diritto allo studio (v.post precedenti con i rispettivi interventi delle consigliere Zecchini e Tamburrini) ma si è distinto per aver posto all'attenzione del Consiglio il problema del finanziamento pubblico alla scuola paritaria Suor Sorre attraverso la proposta di introdurre un emendamento così articolato:

Visto che entro la fine del presente anno scolastico verrà ultimato il plesso scolastico di via Goldoni, così come risulta dal Piano delle opere pubbliche 2018-2020, portando la scuola d’infanzia da tre a sei sezioni,
- visto che i plessi di via Dante e via Don Milani hanno a disposizione spazio sufficiente per accogliere rispettivamente un’ulteriore sezione rispetto alle 8 attuali,
- considerato che nel mese di gennaio 2018 si apriranno le iscrizioni per l’anno scolastico 2018/19 e si dovrà dare comunicazione alle famiglie della possibilità di accoglienza dei plessi di scuola statale o comunque presso gli spazi pubblici a disposizione,
- tenuto conto del fatto che si potrà utilizzare la nuova capacità di accoglienza dei plessi scolastici al pieno completamento e da ciò discenderà la riduzione del numero dei bambini per i quali è richiesta necessariamente l’accoglienza da parte dell’istituto Suor Sorre,
- considerato, infine, che la nuova convenzione in scadenza nel mese di giugno 2018, è attualmente in regime di proroga

Si chiede che nel Piano per il diritto allo studio venga inserito il seguente emendamento:

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EMENDAMENTO
ai sensi dell’art. 52 del “Regolamento del Consiglio Comunale”

" In vista dell’apertura a gennaio delle iscrizioni per l’anno scolastico 2018/19, data la scadenza nel mese di giugno della Convenzione con l’Istituto Suor Sorre, si dovrà procedere nei tempi necessari ad una sollecita verifica del reale fabbisogno di posti, al termine della quale sarà possibile assumere ogni decisione in merito all'eventuale contributo all’Istituto Suor Sorre, tenendo conto dell'apertura del nuovo polo scolastico".
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L' emendamento proposto è stato rigettato con i voti contrari della maggioranza Pd-Vivere (astenuti Ghezzi e Longoni) e di Frigerio e Cassamagnaghi, con l' astensione di Malcangio, Lega Nord e Movimento 5 Stelle.

Nelle dichiarazioni di voto finale al Piano per il diritto allo studio, il gruppo consiliare La Città in Comune-Sinistra per Cernusco si è espressa con un voto contrario.