Cernusco sul Naviglio, 20 dicembre 2021

Oggetto: Ordine del giorno
Presentato dal Gruppo consiliare “La città in comune – Sinistra per Cernusco”

Il consiglio Comunale di Cernusco sul Naviglio
Evidenziato con preoccupazione:
che dal 1 ottobre sono scattati gli ulteriori aumenti delle bollette per energia elettrica e gas, di circa il 29,8% per la luce e del 14,4% per il gas portando, da luglio a dicembre un incremento del 42,6% della luce e 31,9% del gas.
che ARERA (Autorità di Regolazione per Energia, Reti e Ambiente) ha spiegato che l’incremento dei prezzi è dovuto al “forte aumento delle quotazioni delle materie prime – in continua crescita da inizio anno per la ripresa delle economie dopo i ribassi dovuti la pandemia;
che, subito prima della realizzazione degli aumenti, il Governo è intervenuto con una decretazione d’urgenza stanziando circa 3 miliardi di euro al fine di calmierare l’impatto degli aumenti con un decreto, atto a tutelare i redditi più bassi;
che l'Unione Nazionale Consumatori ha stimato che l'aumento significherà, per una famiglia tipo, spendere su base annua circa 1200 euro in più;
come non siano previsti ribassi delle bollette in questione nei prossimi mesi, considerato l’assoggettamento di tali beni di prima necessità – l’energia come l’acqua – esclusivamente a logiche di mercato, che registrano pressoché in tempo reale gli aumenti dei prezzi a tutto svantaggio del consumatore;
Sottolineato inoltre che:
parte degli aumenti – in particolar modo la crescita dei prezzi dei permessi di emissione di CO2 – rispondono ad una logica di contrasto alle emissioni nocive e quindi di tutela dell’ambiente, che però vengono completamente scaricati sulla bolletta che, non essendo ispirata a criteri di progressività, incide in maniera assai più consistente sulle classi sociali più deboli, le quali quindi sono costrette a sostenere sia il peso maggiore dell’andamento del mercato dell’energia, sia quello per provvedimenti - pur doverosi, di natura ambientale – che così applicati ingenerano un possibile conflitto fra ambiente e condizioni economico-sociali, riproducendo in bolletta, per i consumatori finali, la stessa contraddizione tra profitti e povertà che si registra in quei luoghi dove le masse povere sono spinte a distruggere l’ambiente naturale per fare spazio a colture, miniere, strade, secondo le esigenze delle multinazionali del settore;
solo parte dei fondi reperiti dai permessi di emissione di CO2 sono utilizzati per politiche a tutela dell’ambiente, mentre in parte sono utilizzati per il pagamento del debito pubblico.
Ricordato che:
sia prima, sia durante la fase pandemica, gli operatori e fornitori di energia hanno realizzato fortissimi aumenti di utili, prontamente redistribuiti ai soci, e solo in maniera marginale ciò ha inciso sul costo delle bollette energetiche;
dall’avvio della parziale liberalizzazione del mercato dell’energia e del gas, si stima un aumento dei prezzi in bolletta del 70% per il gas e del 40% per l’energia elettrica, pertanto con un totale fallimento degli obbiettivi dichiarati della parziale liberalizzazione;
Ricordato altresì che:
il pesante aumento dei prezzi in bolletta di luce e gas va a inserirsi in una già pesantissima situazione sociale ed economica del nostro paese, dovuta agli effetti della prolungata fase pandemica, e va a sommarsi allo sbocco dei licenziamenti dal primo luglio scorso nonché di quello degli sfratti;
Considerato quindi:
come sia assolutamente sbagliato procedere con i rincari in questione, tanto più in una fase socio-economica come questa, rincari che rischiano – unitamente agli altri provvedimenti ricordati nel precedente paragrafo – di avere effetti devastanti soprattutto sulle classi sociali più povere e più colpite dalla crisi economica e sociale, ma anche spingendo famiglie della fascia intermedia verso l’area della povertà parziale;
come gli investimenti possibili col Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza dovrebbero – anche agendo in sede europea – privilegiare settori strategici e primari come quello dell’energia affinché si realizzino sia un’effettiva transizione ecologica (con elementi di tutela nel suo realizzarsi, in favore delle classi sociali più deboli), sia il da più parti auspicato ritorno di un intervento diretto dello Stato, dal punto di vista delle scelte di politica industriale e di regolazione effettiva del settore;
come sia necessario un intervento non estemporaneo ma strutturale, da parte di Governo e Parlamento (magari anche nell’ambito di una riforma più generale della tassazione diretta ed indiretta) affinché vengano messi in atto strumenti che, con elementi di calmierazione strutturale, portino alla cancellazione della remunerazione del capitale investito in bolletta e ad un trasferimento sulla fiscalità generale dei costi di investimento nei settori in questione (con l’obbiettivo di andare nella direzione di incentivare effettivamente il risparmio energetico e anche di una applicazione comunque tendenzialmente progressiva, relativa ai costi effettivi di utilizzo, di gas ed energia elettrica, anche in ossequio al dettato costituzionale);
come debba essere previsto (in tema di sostegno ai cittadini in maggiore difficoltà sociale, anche dal punto di vista del pagamento di bollette di gas e luce) un maggiore protagonismo e margini di manovra – anche con fondi ad hoc – stanziati dal Governo in favore degli enti locali;
INVITA IL SINDACO E LA GIUNTA COMUNALE
Ad intervenire presso il Governo e il Parlamento affinché agisca con ogni mezzo a loro disposizione per :
1. bloccare l’aumento delle bollette di gas ed energia elettrica in vigore da ottobre;
2. procedere ad una profonda revisione normativa – anche agendo in sede europea – al fine di ottenere la riduzione al 5% dell’IVA sulle bollette di luce e gas, magari anche nell’ambito una riforma più generale della tassazione diretta ed indiretta;
3 mettere in atto strumenti che, con elementi di calmierazione strutturale, portino alla cancellazione della remunerazione del capitale investito in bolletta eliminando il trasferimento sulla fiscalità generale dei costi di investimento nei settori in questione, con l’obbiettivo di andare nella direzione di incentivare effettivamente il risparmio energetico e l’applicazione tendenzialmente progressiva della ripartizione dei costi effettivi di utilizzo di gas ed energia, anche in ossequio al dettato costituzionale;
4. recedere dalla completa liberalizzazione prevista dal 2023 e anzi si agisca con tutti i mezzi a disposizione e in tutte le sedi per riacquistare un effettivo controllo pubblico del settore, al fine di realizzare obbiettivi di equità sociale, programmazione ed intervento pubblico diretti nel settore, andando quindi anche a predisporre un rinnovato piano nazionale energetico che sia connotato con questi elementi;
5.privilegiare nel Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza –gli investimenti che sviluppino i settori strategici e primari come quello dell’energia (sia per un’effettiva transizione ecologica, con elementi di tutela, in favore delle classi sociali più deboli, sia per un intervento diretto dello Stato dal punto di vista delle scelte di politica industriale e di regolazione effettiva del settore;
6. che venga previsto, in tema di sostegno ai cittadini in maggiore difficoltà sociale, anche dal punto di vista del pagamento di bollette di gas e luce, un maggiore protagonismo e margini di manovra – anche con fondi ad hoc – da stanziare a favore degli enti locali;
7. che i maggiori introiti ottenuti dall’aumento dei costi per i permessi di emissione di C02 siano completamente utilizzati per interventi a tutela ambientale e per la riduzione delle bollette energetiche.
Cernusco sul Naviglio 20/12/2021


 

Capogruppo

Consigliera

La Città in Comune-Sinistra per Cernusco

La Città in Comune-Sinistra per Cernusco

Rita Zecchini

Monica Tamburrini

logo cic sxc